Leader Raeliano francese intraprende uno sciopero della fame


02 mag, 2011
 Nessuno    Europa

Per protestare contro la discriminazione verso le minoranze in Francia.


01 Prefecture Kimbangu

Per protestare contro la discriminazione verso le minoranze in Francia.

Il tecnico civile di FT/Orange è da tre giorni senza cibo davanti alla Prefettura della Mosella.

In una dichiarazione rilasciata il 23 aprile, il Movimento Raeliano Internazionale ha annunciato lo sciopero della fame del suo leader nazionale in Francia. Lo sciopero, che è adesso al terzo giorno, ha preso il via giovedì davanti alla Prefettura della Mosella.
Kimbangu Mundele Piffer, tecnico per 32 anni a FT / Orange (un tempo France Telecom) ha detto che ha deciso di iniziare uno sciopero della fame come ultima risorsa, per protestare contro la discriminazione verso le minoranze in Francia, compresi i Raeliani. Ha parlato di 6 anni di vani tentativi di comunicare con le autorità amministrative francesi e le agenzie dei diritti civili, inclusa la Prefettura della Lorena e HALDE.
“Ho provato di tutto con il mio datore di lavoro, Halde, e con le agenzie governative e persino con l’Eliseo e le Nazioni Unite: corrispondenza, veglie di protesta, free hugs e lamentele,” ha detto Piffer. “Ma c’è stata una totale indifferenza verso questi tentativi. Per sei anni sono stato un cittadino indesiderato e disprezzato. Le autorità dovranno affrontare le loro decisioni ed ammettere la ragione della loro discriminazione o guardarmi morire, perché non mi darò per vinto. La situazione dei Raeliani che rappresento ed in generale di tutte le minoranze religiose, è divenuta intollerabile in Francia, e non vedo nessun altra soluzione se non morire per ricordare ai francesi che i diritti umani si applicano anche ai membri delle minoranze religiose.”
Nel 2005, Piffer si è visto negare il rinnovo del permesso che gli consente l’accesso alla centrale nucleare EDF di Cattenom in Lorena, nonostante avesse già lavorato molte volte precedentemente in aree sensibili, usando le sue riconosciute competenze professionali. Ha cercato immediatamente di sapere la ragione del mancato rinnovo, facendo molteplici passi con il direttore ed il capo della sicurezza della centrale, con la prefettura e con molte altre istituzioni, tutti inutilmente. Ora è convinto di essere stato mandato via da Cattenom perché membro del Movimento Raeliano, che è una minoranza religiosa stigmatizzata in Francia.

Piffer ha detto che il governo francese ha intrapreso “una vile caccia alle streghe contro i cosiddetti culti da più di 20 anni.”
“Dalla creazione dell’infame lista nera delle minoranze filosofiche stabilita nel 1995, molti Raeliani hanno subito aggressioni ed alcuni hanno ricevuto minacce di morte,” ha aggiunto Piffer. “Altri sono stati licenziati o hanno perso la custodia dei loro figli per la semplice ragione di essere Raeliani. Nessun media e pochi filosofi sono preoccupati di questo. Finora l’unica altra nazione ad aver stabilito una simile lista nera è stata la Repubblica di Weimar, guidata dal Cancelliere Adolf Hitler. Attraverso un’enorme manipolazione, un’intera popolazione ha creduto nei valori di tale lista, che è stata stabilita il 28 febbraio del 1933.”

Piffer ha detto che la popolazione francese è stata manipolata oggi allo stesso modo in cui sono stati manipolati i tedeschi degli anni ’30, e con lo stesso tipo di lista.
“Non permetteremo loro di limitare ulteriormente la nostra libertà,” ha detto, aggiungendo che è stato formato un comitato di sostegno tra i Raeliani e i membri delle altre minoranze religiose, sia in Francia che all’estero, con lo scopo di mobilitare i difensori della libertà per esprimere supporto allo sciopero della fame di Piffer.
“Ho pensato a lungo alla mia decisione,” ha detto Piffer. “Se la mia azione aiuterà ad aprire gli occhi di alcuni francesi e potrà allertare le autorità internazionali sull’evidente disprezzo per i diritti umani in Francia, allora avrò compiuto la mia missione. Prima di inviare l’esercito a risolvere un presunto problema costituzionale in Costa d’Avorio ed in Libia, il nostro governo dovrebbe assicurarsi di rispettare la sua propria costituzione, non solo per la maggioranza della popolazione in Francia, ma ancor più per le minoranze. Come ha giustamente indicato Rael, il mio leader spirituale, i diritti umani non sono stati promulgati per proteggere la maggioranza. La maggioranza è molto ben protetta semplicemente perché è la maggioranza. Le leggi dei diritti umani sono state designate, invece, per assicurare che ogni individuo che pensa in modo diverso abbia il diritto di farlo, e per condividere e così godere degli stessi diritti di quelli che seguono il pensiero della maggioranza. Ora sono pronto a morire perché il mio paese re impari il significato dei ‘diritti umani.’”