Il Movimento Raeliano sostiene Pedro Sánchez nel suo discorso contro la guerra


10 mar, 2026
 Nessuno    Europa

Il Movimento Raeliano sostiene Pedro Sánchez nel suo discorso contro la guerra e richiama alla necessità di cambiare i sistemi elettorali.


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Il Movimento Raeliano sostiene Pedro Sánchez nel suo discorso contro la guerra e richiama alla necessità di cambiare i sistemi elettorali.

Il Movimento Raeliano esprime il proprio fermo sostegno alla posizione assunta dal Presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, contro l’escalation bellica in Medio Oriente e la netta opposizione a un conflitto che ha coinvolto l’Iran.

In un momento in cui la retorica bellicista sembra prevalere sulla ragione, le parole di Sánchez rappresentano un barlume di saggezza che l'Europa intera dovrebbe adottare come bussola politica. Proprio Sánchez, richiamando la comunità internazionale alla coerenza, ha dichiarato:

"Non possiamo essere accusati di usare standard diversi: non possiamo difendere il diritto internazionale in Ucraina e restare in silenzio di fronte a ciò che accade in Medio Oriente. La pace deve essere una sola, basata sulla dignità di ogni essere umano."

In merito a questa visione di coerenza e giustizia universale, il Rappresentante per l'Italia del Movimento Raeliano, Marco Franceschini, afferma con vigore che la pace non è negoziabile e, a tal proposito, ricorda uno dei principi cardine della filosofia raeliana: “L'uccisione di un solo essere umano innocente è un crimine che pesa più della perdita dell'intera umanità”.

"Questo valore è assoluto: anche se la sopravvivenza della specie umana dipendesse dal sacrificio di un singolo individuo innocente, non si dovrebbe comunque ucciderlo", ha dichiarato Franceschini. "La vita è il bene supremo, un miracolo della creazione scientifica dei nostri creatori, gli Elohim descritti nella Bibbia, e non può essere barattata o mercanteggiata per nessuna ragione al mondo, nessuna ideologia e nessuna nazione."

Proseguendo nella sua analisi, Franceschini ha affermato che la guerra è a rischio di escalation e coinvolgimento di altre nazioni, il che significa avvicinarsi sempre di più a un conflitto nucleare.
Franceschini lancia poi una critica diretta ai sistemi di governo attuali:
"Le drammatiche situazioni odierne non sono incidenti di percorso, ma il frutto diretto delle decisioni di presidenti eletti democraticamente. Tutti i sostenitori della cosiddetta 'democrazia selvaggia' — il sistema del suffragio universale — dovrebbero oggi avere la coerenza di accettare di buon grado questi scenari di morte, essendo essi il prodotto legittimo del sistema che difendono. Se non sono disposti ad accettare questo scempio, abbiano il coraggio di rimettere in discussione l’intero sistema elettorale che ha permesso a leader inadeguati di gestire il destino del pianeta."

Per uscire da questo stallo, Franceschini indica la via tracciata da Rael, fondatore e leader spirituale del Movimento Raeliano Internazionale, nel suo libro "La Geniocrazia", sottolineando come il sistema attuale sia ormai obsoleto e pericoloso. Il Movimento propone di superare la "democrazia dei numeri" a favore di un sistema basato sull’intelligenza e sull’amore, dove il diritto di voto e di eleggibilità siano legati alle reali capacità cognitive ed empatiche dei singoli.

Secondo Franceschini, Pedro Sánchez, con la sua ferma opposizione alla guerra, dimostra di possedere quel tipo di intelligenza che la Geniocrazia vorrebbe rendere norma di governo.

In conclusione, Franceschini rivolge un appello perentorio all'Unione Europea affinché sostenga la linea di Sánchez, ponendo fine a ogni logica di intervento militare e apra il dibattito sul modello di governance geniocratico indicato da Rael come soluzione per evitare l’autodistruzione.