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“Il Movimento Raeliano esprime profondo sdegno e condanna senza riserve l’approvazione, avvenuta il 30 marzo 2026, della legge che introduce la pena di morte per atti di terrorismo in Israele” dichiara Marco Franceschini, portavoce del Movimento Raeliano Italiano. La Knesset ha approvato il provvedimento in lettura finale con 62 voti favorevoli e 48 contrari, alla presenza del Primo Ministro Benjamin Netanyahu.
Una legge che tradisce i valori fondanti dell’ebraismo
“È profondamente paradossale che uno Stato che si definisce ‘ebraico’ adotti una legge che contraddice uno dei pilastri più sacri della Torah: il Quinto Comandamento, ‘Lo Tirtza’ — Non uccidere” afferma Franceschini. “Questo precetto non è una semplice norma giuridica: è il riconoscimento della sacralità assoluta della vita umana, dono degli Elohim, i Creatori descritti nelle antiche scritture. Chi pretende di sottrarla in nome della sicurezza si erge al di sopra di quella legge divina che afferma di onorare.”
Il “popolo eletto” e la forca: una contraddizione teologica
“Una vicenda che, se non fosse tragica, avrebbe del paradossale” prosegue Franceschini. “La tradizione ebraica si definisce Am Segulah, ‘popolo eletto’, chiamato a essere Or LaGoyim, luce tra le nazioni: un esempio morale per l’intera umanità. Questa elezione implica responsabilità più elevate: maggiore giustizia, misericordia, saggezza e spiritualità. Non privilegi, ma doveri più alti.”
“Come si concilia questa vocazione con l’introduzione della pena per impiccagione? Come può il popolo custode di una delle più antiche leggi morali approvare una norma di questo tipo? Il Talmud è esplicito: un Sinedrio che condannava a morte anche una sola volta in settant’anni veniva chiamato ‘assassino’. Settant’anni — non settanta ore di dibattito parlamentare. L’elezione ‘divina’ è un invito alla compassione più alta, non una licenza per la crudeltà.”
Una legge discriminatoria e illegittima
“Questa norma è, oltretutto, strutturalmente discriminatoria” denuncia Franceschini. “Si applica di fatto quasi esclusivamente ai palestinesi ed è estesa anche ai territori occupati dal 1967, sollevando seri interrogativi sulla sua legittimità giuridica e sul rispetto del diritto internazionale.”
L’esultanza politica e la responsabilità morale
“Esprimiamo profondo disagio e disgusto per le modalità con cui alcuni esponenti del governo hanno accolto questa legge”, afferma Franceschini, riferendosi alle dichiarazioni del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, tra i principali promotori del provvedimento. “Festeggiare brindando all’introduzione della morte come strumento di Stato è un gesto che dovrebbe interrogare profondamente ogni coscienza civile.”
“Sarebbe forse il caso che le autorità religiose ebraiche riflettessero sull’opportunità di reintrodurre strumenti come il ḥerem, la scomunica ebraica, che comporta l’esclusione dalla comunità religiosa e sociale, nei confronti di questi personaggi politici che violano i fondamenti dell'ebraismo".
Israele, la missione tradita e il ruolo degli Elohim
“C’è una dimensione ancora più profonda che non possiamo ignorare” prosegue Franceschini. “Secondo i messaggi trasmessi a Rael dagli Elohim, i nostri Creatori extraterrestri, Israele aveva una missione straordinaria: essere il luogo destinato alla costruzione dell’Ambasciata per accogliere gli Elohim sulla Terra — il Terzo Tempio, punto di incontro tra l’umanità e i suoi Creatori.”
“Il ‘popolo eletto’ non era certo eletto per dominare o distruggere la vita altrui, ma per essere un faro di pace, compassione e apertura tra le nazioni.”
“Israele avrebbe dovuto riconoscere Rael come il tanto atteso Messia della pace e della rivelazione, portatore di un messaggio opposto a quello che oggi si celebra: non la forca, ma il perdono; non la morte decretata dai tribunali, ma la tutela assoluta della vita.”
“Vedere la terra che avrebbe dovuto prepararsi ad accogliere gli Elohim trasformarsi in promotrice di esecuzioni capitali è qualcosa che contraddice profondamente il messaggio originario, anche alla luce del comandamento ‘Non uccidere’, attribuito agli Elohim stessi e in particolare a Yahweh, figura centrale nella tradizione biblica.”
“Non esistono popoli superiori: esistono solo esseri umani con maggiori responsabilità verso gli altri.”
Un appello alla comunità internazionale
Il Movimento Raeliano ribadisce il proprio impegno per un mondo fondato sull’amore, la pace, la responsabilizzazione, l’autodeterminazione dei popoli, l’equa distribuzione delle risorse, lo sviluppo tecnologico al servizio dell’umanità e il rispetto assoluto della vita.
“Ci uniamo a tutte le organizzazioni e a tutte le persone che chiedono alle autorità israeliane di ritirare questa legge” conclude Franceschini. “Invitiamo la comunità internazionale — governi, organizzazioni per i diritti umani e istituzioni religiose — a intensificare la pressione affinché la pena di morte venga abolita ovunque nel mondo.”
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