Incoerenza o ipocrisia?


03 dic, 2006
 Nessuno    Politica

L’eccessivo interesse da parte dei media nei confronti del viaggio del papa in Turchia deve portarci tutti a riflettere sulle parole di Benedetto XVI: “Innanzitutto vogliamo affermare che l’uccisione di innocenti nel nome di Dio è un’offesa a Lui e alla dignità umana”...


L’eccessivo interesse da parte dei media nei confronti del viaggio del papa in Turchia deve portarci tutti a riflettere sulle parole di Benedetto XVI: “Innanzitutto vogliamo affermare che l’uccisione di innocenti nel nome di Dio è un’offesa a Lui e alla dignità umana”... A parte la personale fede in un unico Dio, non si può non essere concordi con il pontefice romano, soprattutto quando parla di dignità umana. Allora, perché dimenticare che il presidente statunitense George W. Bush ha dichiarato di aver cominciato le guerre in Afghanistan e in Iraq poiché glielo aveva ordinato Dio?...
(“Quello che mi spinge è la missione affidatami da Dio. Dio mi ha detto: George, vai a combattere quei terroristi in Afghanistan. E io l’ho fatto. E poi Dio mi ha detto: George, metti fine alla tirannia in Iraq... E io l’ho fatto. E ora, di nuovo, sento che le parole di Dio arrivano fino a me "Fai in modo che i palestinesi ottengano il loro stato e che gli israeliani abbiano la loro sicurezza e porta la pace in Medio Oriente. E per mezzo di Dio, io lo farò” – ovviamente, dopo aver destato clamoroso scalpore, la Casa Bianca ha smentito questo discorso di Bush). Fa anche molto riflettere il fatto che né Giovanni Paolo II né Benedetto XVI si siano mai schierati apertamente contro il presidente Bush, tristemente noto sia per le sue bugie sulle armi di distruzione di massa possedute dagli iracheni (affermazione infondata e clamorosamente smentita dai fatti, al punto che Spagna, Francia e Germania si sono sin dall’inizio schierate contro la guerra), sia per i numerosi crimini di guerra commessi durante i suoi mandati presidenziali (tutti documentati da foto e filmati che dimostrano che evidentemente per Bush ed i suoi alleati la “dignità umana” dei prigionieri afghani e iracheni ha meno valore di quella degli statunitensi, portatori di pace e democrazia…).

E perché non ricordare che il 27 novembre 1095 papa Urbano II, nel discorso conclusivo al concilio Clermont, ha bandito la prima Crociata proprio al grido di “Deus lo volt” (“Dio lo vuole”)??? In una delle quattro versioni del discorso del papa giunte fino a noi (quella di Fulcherio di Chartres) si legge: “Lo dico ai presenti e lo comando agli assenti, ma è Cristo che lo vuole”. Le affermazioni di Urbano II si basano sulla dottrina di Sant’Agostino, uno dei Padri della Chiesa, che sostiene l’idea della guerra giusta in difesa della Chiesa e della Cristianità. Ciò è in netto contrasto con il messaggio d’amore insegnato da Gesù.

“La Crociata – scrive Henri Pirenne, uno dei massimi storici del ’900 – è essenzialmente opera del Papato: lo è per il suo carattere universale e per il suo carattere religioso. Non sono degli Stati, e neppure dei popoli ad intraprenderla, ma il Papato”. Tutto ciò avviene appena pochi anni dopo che Gregorio VII, nel 1075, sancisce l’infallibilità della Chiesa Cattolica attraverso un documento formato da 27 proposizioni e noto come “Dictatus papae” in cui, tra l’altro, si afferma testualmente che il papa “non deve essere giudicato da nessuno”, che “la sua decisione non deve essere riformata da alcuno ed egli solo può riformare la decisione di tutti” e che “la Chiesa romana non ha mai errato, come attesta la Scrittura e mai commetterà errori”...

Nel comportamento della Chiesa c’è qualcosa che non convince... incoerenza o ipocrisia?… Un buon cattolico che vuole accettare la predicazione di papa Ratzinger non può fare a meno di guardare al passato e chiedersi se la Chiesa romana sia stata sempre coerente con le parole di pace che ora il papa proclama. Ha realmente valore per la Chiesa dichiararsi oggi pacifista dopo aver ucciso, nel corso della sua azione storica, milioni di “infedeli” in nome di Dio? Si può obiettare dicendo che “erano altri tempi”… È ovvio che erano altri tempi (non può avvenire tutto nello stesso momento!), ma ci sono valori umani (come la fratellanza, l’amore per il prossimo e il rispetto della “dignità umana”) che sono universali e vanno al di là del tempo e delle circostanze storiche… (Altrimenti, perché non giustificare anche Adolf Hitler dicendo che il clima di antisemitismo dettato dai “tempi” e dalle “circostanze storiche” lo ha portato suo malgrado a sterminare milioni di ebrei?… È ovvio che discorsi di questo tipo non hanno senso…). Le parole del papa, dunque, non solo non cancellano il passato criminoso della Chiesa Romana, ma altro non rappresentano che un’ulteriore dimostrazione dell’ipocrisia cattolica. Ma i mass-media, politicamente corretti come sono, queste riflessioni non le possono fare...