Un Tribunale del Regno Unito difende il diritto alla privacy


01 ago, 2008
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Questa settimana, un Tribunale del Regno Unito si è pronunciato contro un giornale scandalistico per il modo in cui ha realizzato lo scoop su un celebre personaggio, Max Mosley, famoso nel mondo della Formula Uno.


Paparazzi
Questa settimana, un Tribunale del Regno Unito si è pronunciato contro un giornale scandalistico per il modo in cui ha realizzato lo scoop su un celebre personaggio, Max Mosley, famoso nel mondo della Formula Uno. Il News Of The World è stato condannato a versare a Mosley la cifra di 120,000 $ USA (60.000 Sterline) come risarcimento per i danni subiti, stabilendo che il metodo usato per filmarlo è stata un'illegale invasione della sua vita privata. Diciamo solamente che si è trattato della solita storia imbottita di pettegolezzi per cui i giornali scandalistici sono tanto famosi.

Rael ha così commentato: "Questa è una decisione meravigliosa che limita la capacità da parte dei poteri mediatici di merda d'invadere la privacy delle persone. Era quasi ora di mettere un freno alle azioni dei così detti "giornalisti" che continuano ad agire come se fossero al di sopra della legge, distruggendo le vite private di migliaia di persone. E' necessario che i giornalisti siano ritenuti responsabili per le loro parole. I valori e le opinioni di miliardi di persone subiscono un forte impatto da parte dei media - sia essa la verità, una mezza verità o una bugia".

I nostri lettori sanno che i Raeliani sostengono ogni tipo di libertà. Ma la libertà è sempre accompagnata dalla responsabilità.

I personaggi celebri di molti Paesi sanno bene come questi “giormalisti disposti a tutto per un dollaro” siano in grado di distruggere delle vite. Noi tutti ricordiamo la storia finita in tragedia della Principessa Diana, il cui entourage stava scappando via a tutta velocità dai paparazzi. Oppure, la vicenda dei giornalisti in Africa che furono condannati a molti anni di prigione per aver pubblicato degli articoli che hanno condizionato l'opinione pubblica, generando dell'odio che alla fine si è trasformato in un genocidio. I casi in cui la giustizia USA si pronuncia contro i giornalisti manipolatori sono troppo pochi. Ma è un inizio, e questa decisione del Regno Unito potrebbero far pendere l'ago della bilancia a favore di una valutazione più equa.

E' interessante notare come questa decisione del Tribunale sia più vicina alla Convenzione Europea dei Diritti Umani che alle leggi del Regno Unito. È difficile poter dire in anticipo se questo caso costituirà un precedente, ma è interessante chiedersi perché dei Paesi come il Regno Unito, la Francia, la Svizzera ed il Belgio non abbiano delle leggi nazionali che rispettino la Carta dei Diritti Umani che loro stessi hanno firmato e si sono impegnati a rispettare. Questa confusione ha avuto dei risvolti particolarmente negativi in Francia, Svizzera e Belgio, ma non solo. I media usufruiscono di sconsiderata libertà in molti Paesi quali gli Stati Uniti ed il Canada - specialmente in Quebec. Infatti, i Raeliani conoscono bene il potere che hanno i media di distruggere delle vite. Grazie alle dicerie e mezze verità dei giornalisti, e qui il termine "giornalisti" davvero si spreca, molti Raeliani nei Paesi sopra menzionati hanno perso il proprio lavoro, la custodia dei bambini e ci si è persino rifiutati di servirli al ristorante - tutto questo in seguito alle bugie che i media hanno raccontato pur di far soldi. Solamente alcuni mesi fa Rael ha ideato e realizzato un nuovo sito web il cui scopo è quello di denunciare la condotta immorale dei media. È partito da poco e finora è per la maggior parte in francese dato che tutti i Paesi sopra menzionati sono francofoni, ma ci farebbe piacere se lo visitaste e se c'inviaste degli esempi di questa manipolazione mediatica! Forse anche voi potete aiutarci a denunciare questo malcostume :-) www.mediashit.org

[Postato da religiousatheis]