Rael propone un accordo di pace in cui i Palestinesi dovrebbero concedere l'amnistia agli Israeliani


12 mar, 2015
 Nessuno    Medio Oriente

TEL AVIV, 7 MARZO - "Il sanguinoso conflitto in Medio Oriente è il risultato dell'occupazione e dell’espropriazione di terre e case palestinesi da parte degli israeliani", ha dichiarato Rael - leader spirituale del Movimento Raeliano Internazionale (MRI) - in una nota ufficiale rilasciata oggi


Rael3TEL AVIV, 7 MARZO - "Il sanguinoso conflitto in Medio Oriente è il risultato dell'occupazione e dell’espropriazione di terre e case palestinesi da parte degli israeliani", ha dichiarato Rael - leader spirituale del Movimento Raeliano Internazionale (MRI) - in una nota ufficiale rilasciata oggi. "Chiedo alle autorità palestinesi di offrire l'amnistia agli israeliani per tutti i crimini commessi. In cambio, questi dovranno concedere ai palestinesi il diritto a poter tornare nei territori illegalmente occupati e nelle case espropriate".


Secondo Rael, questa soluzione permetterà ai palestinesi di tornare a vivere in Israele, sotto un governo israeliano che avrà abrogato ogni tipo di discriminazione grazie a nuove leggi che daranno pari diritti a palestinesi ed ebrei.


"Ciò dovrebbe includere l'immediato rilascio ai palestinesi di passaporti israeliani, oltre a un risarcimento economico di 5.000 dollari a persona per tutti gli anni in cui sono stati costretti a vivere in esilio o sotto occupazione militare e senza alcun diritto", ha detto Rael. "Questo significa che anche i palestinesi dovrebbero accettare che tutti gli ebrei abbiano il diritto di tornare nella propria terra, avendo essi lo stesso loro diritto di risiedere in Israele".


In cambio, ha spiegato Rael, le autorità palestinesi, Hamas, Fatah e tutte le parti coinvolte, dovrebbero cessare ogni violenza nei confronti del governo israeliano ed accettare la sua autorità, assieme a nazionalità e passaporto israeliano.


"Israele deve impegnarsi a distruggere immediatamente tutti i muri, le recinzioni ed i checkpoint all’interno di un territorio in cui le due comunità vivrebbero insieme, con pari diritti", ha continuato Rael. "Israele dovrebbe anche liberare tutti i prigionieri palestinesi che non hanno commesso omicidi ed impegnarsi ad organizzare, dopo un anno, libere elezioni, senza "apartheid" e concedendo il voto ad ognuno, al fine di eleggere un governo scelto democraticamente; dovrebbe inoltre indire un referendum per decidere il nome del nuovo stato, nato dall’unione del territorio palestinese con quello israeliano. Il nome di un tale stato dovrebbe essere o Palestina o Israele".


Per Rael, questo nuovo stato, costruito senza discriminazioni, sarebbe "un simbolo mondiale di pace e fraternità che avrebbe per capitale Gerusalemme, una città che deve essere una capitale spirituale e un simbolo di pace".


In una precedente dichiarazione rilasciata nel 2009, Rael ha spiegato come l'unione dei due territori è l'unica soluzione in grado di risolvere il conflitto. Predisse anche l'attuale ondata di antisemitismo.


"La comunità internazionale, le Nazioni Unite e tutte le superpotenze dovrebbero costringere Israele ad accettare questa soluzione", disse allora. "Si dovrebbero anche inviare delle truppe nel campo di concentramento di Gaza per proteggere l’indifeso popolo palestinese che corre il rischio di essere sterminato in un genocidio che farà apparire per sempre gli israeliani tanto malvagi quanto lo sono stati i nazisti. Questo genocidio innescherà un'ondata mondiale di quello che viene comunemente chiamato "antisemitismo", ma che in realtà sarà soltanto odio rivolto contro il popolo ebraico".


In quella stessa dichiarazione, Rael disse che "la Legge israeliana del Ritorno, se applicata anche ai palestinesi e agli ebrei di tutto il mondo, permetterebbe la creazione di un paese molto ricco, in cui tutti i fratelli e le sorelle Semiti potranno vivere insieme in pace, senza tragedie, bombe, genocidi ed orfani".


Rael fondò il Movimento Raeliano nel 1974 dopo l'incontro che egli ebbe con i rappresentanti degli Elohim, un’avanzata civiltà extraterrestre che creò ogni forma di vita sulla Terra e diede poi origine a tutte le principali religioni, inviando dei Profeti per ricordare all'Umanità l’opera della loro creazione. Inoltre, questi scienziati extraterrestri, scambiati per degli dèi dai nostri antenati primitivi, hanno espresso il desiderio di tornare sulla Terra ed hanno chiesto a Rael di costruire loro il Terzo Tempio, un'Ambasciata, a Gerusalemme per essere accolti ufficialmente.