Rael: “I cittadini israeliani, oggi in gran parte atei, non hanno più bisogno di una terra promessa!”


19 lug, 2013
 Nessuno    Filosofia

LAS VEGAS, 16 luglio - In seguito a un recente comunicato da parte della fondazione Bertelsmann Stiftung, che rivela come solo il 31% dei cittadini d’Israele siano religiosi, Rael - leader spirituale del Movimento Raeliano Internazionale (MRI) - ha commentato l'evidente discrepanza tra questa percentuale e le dichiarazioni sioniste in merito al diritto alla “terra promessa”


LAS VEGAS, 16 luglio - In seguito a un recente comunicato da parte della fondazione Bertelsmann Stiftung, che rivela come solo il 31% dei cittadini d’Israele siano religiosi, Rael - leader spirituale del Movimento Raeliano Internazionale (MRI) - ha commentato l'evidente discrepanza tra questa percentuale e le dichiarazioni sioniste in merito al diritto alla “terra promessa”.

L'indagine, condotta dall’osservatorio sulle religioni della fondazione tedesca, ha evidenziato che tra i tredici paesi inclusi nel sondaggio, Israele si trova al penultimo posto in termini di fede religiosa, con appena il 31% degli intervistati che affermano di credere in una divinità. Con il 28% - tre punti percentuali in meno – solo la Svezia si dimostra essere più atea d’Israele, secondo i risultati dell'indagine. La più grande comunità religiosa si trova invece in Turchia, dove l'82% degli intervistati ha dichiarato di professare una fede.

“E 'interessante notare come solo il 31% dei cittadini israeliani siano religiosi, mentre i sionisti di tutto il mondo ancora sostengono che Israele deve essere un porto sicuro per gli ebrei”, ha dichiarato Rael in un comunicato diffuso oggi dal MRI. “Se il 69% dei cittadini d’Israele - la stragrande maggioranza - non sono religiosi e non rappresentano quindi una minoranza perseguitata, perché allora avrebbero bisogno di un porto sicuro? Forse perché gli ebrei non si considerano una religione, ma una razza?”.
Secondo Rael, questa distinzione è cruciale per la questione del diritto alla terra.

“Se davvero si considerassero una razza piuttosto che una religione, il loro attaccamento alla terra e la loro stessa esistenza servirebbero solo a giustificare dei comportamenti razzisti e discriminatori”, egli ha detto. “Possono continuare a rivendicare la terra d’Israele perché data loro da un Dio in cui non credono più? I veri ebrei religiosi sono i membri di Neturei Karta, che davvero credono nel loro Dio (Elohim) e nel fatto che solo il Messia può chiedere agli ebrei di tornare in Israele. Essi considerano l'attuale stato d’Israele un tradimento della religione ebraica.

E hanno ragione!”.
Per saperne di più sulla filosofia raeliana e sul suo legame con la religione ebraica, vedere www.jews4rael.org.