Le armi nucleari israeliane


06 ott, 2008
 Nessuno    Politica

L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica si è riunita all'inizio di questa settimana a Vienna, in Austria, per discutere, tra i vari punti all'ordine del giorno, i programmi nucleari in Medio Oriente.


Israel MapL'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica si è riunita all'inizio di questa settimana a Vienna, in Austria, per discutere, tra i vari punti all'ordine del giorno, i programmi nucleari in Medio Oriente. È noto ormai da decenni che Israele possiede delle armi nucleari, da loro costruite. Dato che sono la sola nazione del Medio Oriente a possedere delle testate nucleari, la questione sollevata si è rivelata essere una critica indiretta alla politica nucleare d'Israele. La riunione ha visto la partecipazione di 145 nazioni, che hanno votato una risoluzione che chiede a tutte le nazioni di permettere delle ispezioni alle loro attività nucleari e di lavorare per la creazione di una "free zone" denuclearizzata in Medio Oriente, cosa che Israele ha sempre rifiutato.

Essendo l'unica potenza nucleare in Medio Oriente, non è difficile capire perché il delegato iraniano alla riunione ha dichiarato che le capacità nucleari d'Israele rappresentano una "seria e continua minaccia alla sicurezza degli Stati confinanti e non". Ha inoltre criticato gli Stati Uniti e gli altri sostenitori occidentali d'Israele per il loro "vergognoso silenzio" in merito all'arsenale atomico d'Israele.

Rael si è detto d'accordo: “...alla luce di questo doppio comportamento, nessuno dovrebbe sorprendersi che la maggior parte delle nazioni musulmane siano anti-americane ed anti-europee. Gli Stati Uniti e l'Europa stanno praticamente affermando che è giusto per loro e per Israele possedere delle armi nucleari, ma che non lo è invece per nessun altro. Se i ruoli fossero invertiti, possiamo essere sicuri che vedrebbero la cosa in maniera differente”.

Molti Americani ed Europei si stanno sempre più chiedendo: “Perché alcuni Musulmani ci odiano?”. Forse è paura, non odio.

Ci sono, comunque, delle buone notizie che vengono da questa riunione. Lo scorso anno, c'era una maggior differenza nei voti rispetto a quest'anno, segno che le opinioni stanno davvero cambiando. Questa settimana, le delegazioni hanno votato finora 82-0 per la creazione di una "free zone" denuclearizzata in Medio Oriente, con Israele, Siria e gli Stati Uniti fra coloro che si sono astenuti. Lo scorso anno, erano 53 i favorevoli, gli Stati Uniti ed Israele contrari, e 47 le astensioni. E' un passo nella giusta direzione ed è meraviglioso che più nazioni stiano iniziando a fare pressioni su quei Paesi che posseggono delle testate nucleari ma che non vogliono che anche altri le abbiano. È un passo avanti verso il disarmo totale? Potrebbe essere, e noi speriamo di sì.

 




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