Il caso Martini e la libertà di decidere della propria morte: l'ennesima ipocrisia della Chiesa Cattolica


08 set, 2012
 Nessuno    Filosofia

In merito alla recente morte del cardinale Carlo Maria Martini, avvenuta lo scorso venerdì dopo la sospensione delle cure e dell'alimentazione che lo tenevano in vita, il Movimento Raeliano sottolinea ancora una volta la profonda ipocrisia che regna nei vertici della Chiesa cattolica.


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In merito alla recente morte del cardinale Carlo Maria Martini, avvenuta lo scorso venerdì dopo la sospensione delle cure e dell'alimentazione che lo tenevano in vita, il Movimento Raeliano sottolinea ancora una volta la profonda ipocrisia che regna nei vertici della Chiesa cattolica.

Ricordiamo che nel dicembre 2006 questa stessa Chiesa, nella persona del cardinale Camillo Ruini, aveva rifiutato di celebrare il funerale religioso di Piergiorgio Welby, considerandolo un "suicida" e condannando in tal modo il diritto della persona di rifiutare l'accanimento terapeutico.
“L'incoerenza dimostrata in questo caso è palese e i tentativi di giustificare la propria posizione semplicemente ridicoli”, ha dichiarato in una nota ufficiale rilasciata oggi Marco Franceschini, responsabile nazionale del Movimento Raeliano.

“La rimozione del sondino e la conseguente sospensione dell'alimentazione è stato un atto deliberato e arbitrario attraverso il quale si è provocata la morte del cardinale, non ancora sopraggiunta per cause naturali”, continua Franceschini. “E' lampante che la terapia e l'idratazione avrebbero continuato a mantenerlo in vita. Come sono stati applicati quei verdetti morali a cui la Chiesa ci ha abituato? Dove sono quei politici che in un recente passato hanno fatto un cavallo di battaglia della presunta volontà della persona e della sofferenza legata alla sospensione dell'idratazione? Evidentemente siamo di fronte a due pesi e due misure quando si tratta dei diritti dell'individuo".

Rael, fondatore e leader spirituale del Movimento Raeliano (www.rael.org), ha sempre rivendicato il diritto di ciascun essere umano a disporre della propria vita e della propria morte come meglio crede, ribadendo che gli esseri umani appartengono solo e unicamente a se stessi. Nessun altro può arrogarsi il diritto di decidere per loro.

“E' inaccettabile il fatto che a decidere della nostra sorte sia qualcuno diverso da noi, tanto meno la Chiesa cattolica che non si è lasciata sfuggire l'occasione per dimostrare ancora una volta quello che ormai tutti riconoscono: predica bene e razzola male”, conclude Franceschini. Se papi, vescovi e cardinali vogliono comunque affidare la loro vita a una serie di fortuite circostanze o a ciò che essi chiamano 'Dio' è affar loro e anche un loro diritto. Ma non è in alcun modo tollerabile che essi vogliano imporre, con la complicità di politici servili, la loro fanatica visione delle cose all'intera popolazione.