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La Daphnia pulex, la pulce acquatica, un’altra prova che l’evoluzione non esiste


08 feb, 2011
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Un recente articolo di un team dell’Università dell’Indiana pubblicato sulla rivista 'Science' descrive come la pulce acquatica lunga 1 mm abbia 31,000 geni nel suo genoma, mentre l’essere umano sembra averne solo 23,000.

Un recente articolo di un team dell’Università dell’Indiana pubblicato sulla rivista 'Science' descrive come la pulce acquatica lunga 1 mm abbia 31,000 geni nel suo genoma, mentre l’essere umano sembra averne solo 23,000. In altre parole, questa umile forma di vita acquatica ha un genoma molto più complesso di quello umano.

Rael ha commentato questo articolo dicendo che questa scoperta dovrebbe essere aggiunta alla lista di 'prove che l’evoluzione non esiste'.

La Daphnia potrebbe essere considerata come un crostaceo molto ordinario, con un sistema nervoso e circolatorio semplice, ma in realtà è capace di fare molto di più della maggior parte delle altre forme di vita crostacea.
I biologi sanno da tempo che risponde allo stress in modo unico, generando aculei caudali ingranditi, denti sul collo o elmetti protettivi quando minacciata da un predatore.
La Daphnia può anche adttarsi ad una vasta gamma di acidità, tossine, concentrazioni d’ossigeno, qualità di cibo e temperatura. Il suo ampio genoma può spiegare questi comportamenti molteplici. È tuttavia difficile spiegare la sua complessità seguendo le regole dell’evoluzione.

I ricercatori dicono che ‘queste creature sono capaci di riprodursi in modo sia sessuato che asessuato. Esse prosperano in assenza di maschi attraverso una riproduzione clonale, fino a quando le difficili condizioni ambientali favoriscono i benefici del sesso.’ Questo sembra più un organismo ben pensato e ben programmato piuttosto che un organismo che è apparso e che si è evoluto per caso e che ha prodotto nel processo più di 10,000 geni che non sono mai stati documentati in nessun altro organismo!


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