Africa

L'organizzazione Ritorno a Kama annuncia la nuova campagna per il Black History Month


12 feb, 2013
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LAS VEGAS, 7 febbraio – “In occasione del Black History Month previsto per febbraio, la nostra organizzazione intensificherà i contatti con tutte quei personaggi influenti che potrebbero beneficiare di un ritorno nel continente africano, conosciuto dai nativi come Kama prima che i colonizzatori vennero e gli cambiarono nome”, ha detto la dott.ssa Gbedia Dodo, presidente dell'associazione Ritorno a Kama, in una dichiarazione rilasciata oggi

LAS VEGAS, 7 febbraio – “In occasione del Black History Month previsto per febbraio, la nostra organizzazione intensificherà i contatti con tutte quei personaggi influenti che potrebbero beneficiare di un ritorno nel continente africano, conosciuto dai nativi come Kama prima che i colonizzatori vennero e gli cambiarono nome”, ha detto la dott.ssa Gbedia Dodo, presidente dell'associazione Ritorno a Kama, in una dichiarazione rilasciata oggi. “Sono trascorsi secoli da quando gli antenati di molte persone affermate sono stati deportati e ridotti in schiavitù per costruire il continente americano e la fortuna dell'Europa. Ora è il momento di ricostruire Kama”.

La dott.ssa Dodo ha spiegato che questo sogno è nato nel marzo del 2009, dopo che Rael, leader spirituale del Movimento Raeliano Internazionale, aveva sottolineato in un suo discorso il fatto che la salvezza del continente africano è prioritaria al fine di evitare una violenta autodistruzione mondiale e la fine dell'umanità.

“Kama ha il potenziale per raggiungere velocemente un moderno livello post-industriale e senza la necessità di passare attraverso le fasi dell'industrializzazione proprie dell'Occidente”, ha dichiarato la dott.ssa Dodo.

“E' come una terra vergine per tutti quegli imprenditori che sono disposti a restituire qualcosa al loro continente d'origine. E questo è particolarmente vero per tutti i discendenti degli schiavi, che ora potrebbe tornare a casa dei loro antenati e restituire la dignità e quella particolare cultura della pace che i colonizzatori hanno distrutto secoli fa”.


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