Rael sostiene il Presidente Mugabe


07 mag, 2007
 Nessuno    Politica

La missione di Rael assume delle sfumature diverse a seconda del continente sul quale concentra la propria attenzione.


Mugabe La missione di Rael assume delle sfumature diverse a seconda del continente sul quale concentra la propria attenzione. Fin dall'inizio, Rael ha chiesto ai Raeliani di non occuparsi di politica - limitandosi a sostenere eventualmente coloro che sono favorevoli alla Geniocrazia - dicendo chiaramente che la nostra missione d'informare e di diffondere intorno a noi l’amore e la non violenza assoluta è già abbastanza per il momento. Eccetto che in Africa.
L'Africa è stato un continente torturato, colonizzato per moltissimo tempo e svuotato delle proprie risorse ambientali ed umane. I nostri Creatori hanno affidato a Rael un compito evidentemente diverso per quanto concerne questo continente, cosa che ci fu rivelata 3 anni fa quando, in Ghana, egli incoraggiò i Raeliani africani ad impegnarsi nella politica. In alcuni paesi, già molti tra loro sono ai livelli più alti dell'amministrazione. Due anni fa, in Brazzaville, Rael ha auspicato la creazione del Regno Unito di Kama – questo il nome originale del continente, poiché “Africa” è l’appellativo datogli dagli antichi colonizzatori.
Kama si riferisce al colore nero degli abitanti, un colore di cui dovrebbero essere orgogliosi, una cultura di cui dovrebbero essere orgogliosi e che dovrebbero difendere! Vi terremo regolarmente informati sulle prossime azioni che i Raeliani intraprenderanno in Kama per permettere che i regnanti del continente s'incontrino per creare il futuro Regno Unito.
Fra le figure maggiormente criticate in Africa, ve n’è una che Rael ha iniziato a sostenere da quando è diventato colui che più d’ogni altro ha deciso di difendere la cultura ed i diritti africani contro i colonizzatori: il Presidente Mugabe.
Recentemente, il Presidente Mugabe ha deciso di creare una nuova stazione radiofonica allo scopo di replicare ai media occidentali che stanno organizzando, secondo il governo, una vera e propria propaganda contro di lui. “Siamo sotto assedio, bombardati da programmi d'informazione occidentali” ha denunciato il ministro dell'Informazione, Sikhanyiso Ndlovu.

Rael ha rilasciato il seguente commento a proposito:

Questa è un'altra ammirevole decisione da parte di Robert Mugabe ...
È ora che gli Africani smettano di essere intossicati dai media dei vecchi colonizzatori, che stanno cercando d’impedire, con i loro metodi imperialisti e la loro propaganda, la vera decolonizzazione di cui questo continente ha fortemente bisogno: religiosa, culturale ed economica. La creazione di una radio africana e più tardi di un network televisivo, che trasmetterà attraverso un satellite africano - una sorta di CNN in Kama che potrebbe essere chiamato KNN (Kama News Network) - permetterà finalmente di porre fine alla dominazione mediatica da parte dei vecchi colonizzatori.
Si potrà così spiegare che prendere la terra dai discendenti dei colonizzatori per darla ai poveri coltivatori africani non vuol dire essere razzisti, ma applicare i principi più elementari della giustizia sociale. I discendenti dei colonizzatori non sarebbero i proprietari di centinaia di migliaia d’acri se i loro antenati non li avessero presi illegalmente, con la forza.
Mugabe non ha mai detto alle persone bianche di andarsene dal paese. Si è solo ripreso quello che era stato rubato ai loro antenati, in modo tale da poterlo ridistribuire ai discendenti di coloro ai quali era stato tolto. I discendenti dei colonizzatori erano liberi di rimanere e di lavorare esattamente come gli altri… ma essi volevano mantenere i privilegi acquisiti in seguito al saccheggio compiuto dai loro antenati e lo stesso volevano fare i poteri occidentali, in modo tale che la ricchezza dell'Africa – ed il potere – potesse restare esclusivamente nelle mani dei discendenti dei colonizzatori, che avrebbero continuato a fare la loro politica imperialista con questi falsi Africani come loro complici - falsi perchè si sono sentiti Africani solo quando possedevano qualche cosa; una volta persi i loro privilegi, sono andati a vivere altrove e addio al loro presunto amore per questo paese.
Se si fossero sentiti dei veri Zimbabwesi, avrebbero accettato di rimanere e di contribuire ancora all'economia del paese, insieme alla popolazione nera. Invece, hanno preferito andarsene, perché per loro era meglio lasciare il paese piuttosto che non essere più i padroni.
Da alcuni giorni, anche l'arcivescovo Pius Ncube sta chiamando gli Zimbabwesi alla rivolta contro il loro presidente. Al sentire queste dichiarazioni, Rael ci ha ricordato che la religione dei colonizzatori non ha assolutamente alcun diritto d'intromettersi nella politica interna dello Zimbabwe. Egli chiede che le persone facciano apostasia "in massa"', compreso lo stesso Mugabe che darebbe così l’esempio di come decolonizzare spiritualmente se stessi e ritornare alle religioni ancestrali tradizionali dell'Africa.
Qualsiasi Zimbabwese che sia anche Cristiano tradisce la memoria dei propri antenati, che furono convertiti al Cristianesimo con la forza e la violenza. I loro antenati li stanno guardando dal cielo e non potranno riposare in pace fin quando i loro discendenti non abbandoneranno la religione dei loro oppressori e ritorneranno alle radici spirituali africane, attraverso un atto d'apostasia.

Rael ricorda loro che ogni Africano, e particolarmente ogni Zimbabwese, dovrebbe immediatamente apostatare dalle religioni cristiane per decolonizzarsi spiritualmente e sostenere Mugabe, l'eroe della vera decolonizzazione, colui che ha nazionalizzato e restituito la terra rubata dai colonizzatori ai poveri. Proprio come l'altro eroe del Sud America, Chavez, che sta nazionalizzando le risorse petrolifere e sta disimpegnandosi dalla banca mondiale.

Finalmente, le cose stanno cambiando. I paesi poveri iniziano a decolonizzarsi economicamente e a rimpiazzare il così detto “debito del Terzo Mondo” con un debito dieci volte più grande, quello che le potenze ex-coloniali devono loro ed in particolare all'Africa, per aver reso schiava la sua gente e depredato le sue risorse durante la colonizzazione.
Sostenere Mugabe vuole dire sostenere una vera decolonizzazione, che non può limitarsi solo all'economia o alla politica ma che, soprattutto, deve essere culturale e spirituale.

Rael incoraggia Robert Mugabe a nazionalizzare tutti i beni delle chiese cristiane, a mostrare l'esempio essendo il primo ad apostatare ed a ritornare alle religioni africane dei propri antenati martiri, a smettere d'indossare delle giacche e cravatte - i vestiti dei loro ex-colonizzatori - sostituendoli con i loro tradizionali costumi africani. Perché anche gli abiti sono espressione di sottomissione ad un'autorità coloniale.

Rael fa perciò appello a tutti gli Africani, in particolare a quelli dello Zimbabwe e a Sua Eccellenza il Presidente Robert Mugabe, perchè si sbattezzino in massa compilando un atto d’apostasia e ritornino alla religione dei loro antenati, in modo tale che questi possono finalmente riposare in pace nel paradiso da dove li stanno guardando.