Il Papa che perdona gli Ebrei, ma chi dovrebbe perdonare chi?


29 mar, 2011
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In seguito alla recente pubblicazione del nuovo libro di Benedetto XVI ‘Gesù di Nazareth’, dove il Papa solleva il popolo Ebraico dalla responsabilità per la morte di Gesù Cristo,Ricky Roehr, leader del Movimento Raeliano in Nord America, ha così commentato:


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In seguito alla recente pubblicazione del nuovo libro di Benedetto XVI ‘Gesù di Nazareth’, dove il Papa solleva il popolo Ebraico dalla responsabilità per la morte di Gesù Cristo,Ricky Roehr, leader del Movimento Raeliano in Nord America, ha così commentato:


“Ecco una nuova stupida e ‘politicamente corretta’ spiegazione da parte del Papa che, ancora una volta, contraddice le dichiarazioni del suo o dei suoi predecessori.

E di contraddizioni ce ne sono tante, anche nel contenuto di quest’ultima interpretazione.

Partendo dal presupposto che i Cristiani affermano che fosse già nel piano di Dio sacrificare il suo unico figlio Gesù affinché tutti gli uomini potessero essere perdonati per i loro peccati, si può già dedurre che nessuna colpa dovrebbe essere addossata né ai Romani né agli Ebrei.

Questa colpa, infatti, dovrebbe ricadere direttamente su Dio, ma naturalmente questo non è possibile poiché a Dio si attribuiscono solo cose positive come guarigioni, miracoli, etc. e non lo si può accusare per qualcosa di male.

A questo punto la logica vorrebbe che, se un essere onnipotente fosse responsabile di tutte le cose buone che accadono, dovrebbe ugualmente essere responsabile anche di quelle cattive.

Ma siccome Dio, secondo la dottrina cristiana, non può essere incolpato, allora si potrebbe dire che odio ed intolleranza hanno regnato per migliaia di anni ed i milioni di morti che ne sono la conseguenza sono ancora in attesa di un colpevole; non si può neanche dare la colpa al diavolo perché è Dio stesso che gli permette di esistere.

Se, invece, ci si attiene ai loro Vangeli, gli Ebrei dovrebbero essere considerati i responsabili della morte di Gesù semplicemente perché non tolleravano l’idea che questo giovane uomo redarguisse i loro Rabbini riguardo al contenuto della Legge Ebraica.

Gesù affermava che le loro leggi erano superficiali, in molti casi prive di significato e, soprattutto, non contemplavano un amore sincero per gli Elohim.

A questo punto è stato molto conveniente per gli Ebrei consegnare Gesù, senza dubbio un rivoluzionario in un mondo di tradizione ebraica, ad Erode, il cui interesse principale era quello che non ci fossero disordini sociali nei territori da lui governati.

Così, ancora una volta, il Vaticano ha bisogno di riconciliare le contraddizioni contenute nei suoi stessi Vangeli.

Ma la Bibbia dice chiaramente che gli Ebrei consegnarono Gesù ad Erode. Punto.

Non è razionale continuare a cambiare la storia; bisogna prendere una posizione ed attenersi ad essa, invece di reinterpretare e ricontestualizzare gli avvenimenti per non disturbare il pensiero comune.

Quest’ultima citazione del Papa è soltanto un altro tentativo di prendere le distanze da quella che potrebbe essere definita la ‘politicamente corretta fobia anti-semita’, che, a giudizio di Rael, sta tenendo in scacco l’intero pianeta.

Per saperne di più, fate una ricerca in internet a proposito delle Guide Onorarie di origine israeliana nominate da Rael, Ilan Pappe e Gilad Atzmon. Avrete così modo di constatare che quello che dicono è inoppugnabile; tutti gli Ebrei e i Cristiani dovrebbero informarsi sulle loro opinioni per capire molte cose sul Medio Oriente :-)

“Sebbene il Papa continui a predicare che il perdono è necessario per ognuno di noi e lo elargisca così benevolmente a tutti, dovrebbe assumersi le proprie responsabilità per le cose terribili di cui si è macchiato, come ad esempio insabbiare migliaia di casi di pedofilia o continuare a commettere un vero e proprio genocidio in Africa mentendo alle popolazioni sul fatto che i preservativi non fermano il virus dell’AIDS. Tutto ciò è causa di immensa sofferenza e morte. Il Papa dovrebbe essere lui stesso in prima fila per ricevere un perdono”, ha aggiunto Roehr.

Ma non ci può essere perdono se prima non si comincia col riparare tutti i danni, giusto?

E per finire,” ha concluso Roehr, “un’altra tegola per la Chiesa: gli avvocati Jon Levy e Thomas Easton (www.vaticanbankclaims.com) hanno in mano molto di più di una piccola prova che dimostra come il Vaticano abbia aiutato i Nazisti durante la seconda Guerra Mondiale, riciclando denaro e tesori rubati.

Allora, in conclusione, chi dovrebbe perdonare chi?”

Ricky Roehr
Guida Continentale dell’America del Nord