Rael applaude la condanna della Francia da parte di Reding: "I Rom non sono i soli ad essere discriminati in Francia!"


27 set, 2010
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LAS VEGAS, 23 settembre - Rael, fondatore e leader del Movimento Raeliano Internazionale (MRI), ha rilasciato oggi una dichiarazione ufficiale in cui applaude la ferma condanna della Francia da parte del Commissario alla Giustizia dell'Unione Europea, Viviane Reding.


Rael3LAS VEGAS, 23 settembre - Rael, fondatore e leader del Movimento Raeliano Internazionale (MRI), ha rilasciato oggi una dichiarazione ufficiale in cui applaude la ferma condanna della Francia da parte del Commissario alla Giustizia dell'Unione Europea, Viviane Reding. La sua presa di posizione è stata ben accolta anche dai Raeliani francesi, che hanno cercato di mettere a conoscenza la Comunità Europea circa i numerosi casi di palese discriminazione che hanno subito in Francia.

"La Francia non è la patria dei diritti umani come vuol far credere il ministro francese Lellouche", ha detto Brigitte Boisselier, portavoce del MRI. "Quando la Francia stava festeggiando il 50° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, fu impedito ai Raeliani francesi di avvicinarsi al luogo della celebrazione e di testimoniare ai funzionari presenti la propria condizione di sotto-cittadini, applicando nei loro confronti lo stesso trattamento riservato oggi ai Rom".
Boisselier ha sottolineato che, per quasi 20 anni, il governo francese ha condotto una campagna di ostilità nei confronti delle nuove minoranze religiose, creando un elenco ufficiale delle cosiddette "sette pericolose" senza fare alcuna ricerca o verifica sui gruppi elencati.

"Così come il governo di Vichy disegnò la mappa delle abitazioni ebraiche in Francia, la città di Parigi ha pubblicato degli opuscoli con le mappe delle abitazioni raeliane nella città, mettendo in guardia la popolazione locale su quanto sia pericoloso avere per vicini dei Raeliani", ha spiegato Boisselier. "Come può pretendere Lellouche che la Francia sia la madre di diritti umani quando il governo francese discrimina in modo così incauto i gruppi etnici come i Rom o i gruppi religiosi come i Raeliani e gli Scientologisti?".

Kimbangu Piffer, leader del Movimento Raeliano in Francia, si è visto negare dal prefetto locale, che è un rappresentante del governo francese, il diritto di entrare in una centrale nucleare nella quale era solito lavorare. Nonostante abbia fatto numerosi tentativi negli ultimi cinque anni per conoscere le ragioni di questo provvedimento restrittivo, Piffer non ha ancora ricevuto alcuna spiegazione.

"Il caso di Piffer è solo uno dei numerosi esempi della discriminazione subita dai Raeliani da quando il governo ha pubblicato il suo infame 'elenco delle sette pericolose'", ha detto la Boisselier. "Il governo ha anche indirizzato una speciale raccomandazione ai giudici, chiedendo loro di essere particolarmente severi nei confronti dei membri delle minoranze religiose. Faremo in modo che Vivian Reding riceva una copia di questa lettera, in modo tale che sappia cosa la cosiddetta 'grande nazione francese' riserva ai suoi cittadini".

Boisselier ha anche spiegato che la Francia è l'unico Paese che condannerebbe un cittadino per una dichiarazione a favore della clonazione. (La legge francese sulla bioetica afferma che un cittadino che dica che la clonazione umana è accettabile può rischiare fino a tre anni di carcere.)

"Come sostenitrice della clonazione umana, non posso più recarmi in Francia perché rischierei l'arresto", ha detto Boisselier. "Ma ciò che è peggio è che un cittadino francese non può contestare la legge, in quanto vi è un'evidente lacuna giuridica in materia di libertà di parola. La Francia non ha alcuna struttura mediante la quale un cittadino possa ricordare al proprio governo il rispetto di diritti umani fondamentali come in questo caso. E' un sollievo per tutti i Raeliani vedere che il Commissario alla Giustizia dell'Unione Europea non ha paura di richiamare la Francia ai propri doveri in qualità di Stato membro della Comunità Europea".