NO ALLA COMUNIONE AI GAY? LA RISPOSTA E' L'APOSTASIA


12 feb, 2010
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I Raeliani italiani incoraggiano tutti gli omosessuali ad apostatare dalla Chiesa cattolica, in seguito alle recenti affermazioni di monsignor Simone Scatizzi che ha dichiarato che i preti dovrebbero rifiutarsi di somministrare la comunione agli omosessuali poichè "la conclamata e ostentata omosessualità é un peccato che esclude la comunione".


symbol50x60.jpg Symbol61I Raeliani italiani incoraggiano tutti gli omosessuali ad apostatare dalla Chiesa cattolica, in seguito alle recenti affermazioni di monsignor Simone Scatizzi che ha dichiarato che i preti dovrebbero rifiutarsi di somministrare la comunione agli omosessuali poichè "la conclamata e ostentata omosessualità é un peccato che esclude la comunione".

Già altri esponenti della Chiesa cattolica si erano espressi sull'argomento in maniera non diversa. Monsignor Francesco Zerrillo è arrivato persino a criticare le leggi contro l'omofobia, ritenute "ingiuste in quanto non assimilabili alla normalità, ovvero alla famiglia eterosessuale fondata da uomo e donna (...)".

Aveva parlato invece di "pratica aberrante" monsignor Giacomo Babini: "Mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura".
"Le dichiarazioni di Monsignor Scatizzi sono perfettamente in linea con la filosofia cattolica", ha dichiarato oggi Ottavio Madeddu, responsabile italiano di Aramis (Raelian Association of Sexual Minorities). "La manifesta omosessualià è da sempre considerata dalla Chiesa cattolica un peccato dal punto di vista morale e un grave disordine dal punto di vista comportamentale. Non c'è quindi da sorprendersi che questa medievale istituzione prenda dei provvedimenti interni in linea con la sua politica".

Quello che davvero sorprende è come sia possibile che migliaia di omosessuali, gli stessi che hanno riversato sulle pagine dei blog tutta la propria rabbia, continuino a sostenere con la propria presenza quella stessa istituzione che è responsabile della discriminazione subita ogni giorno.

"Continuare ad appartenere alla medesima organizzazione che considera te alla stregua di un malato e la tua sessualità un abominio, è atto di profonda incoerenza e di puro masochismo", prosegue Madeddu.

L'omosessualità è una condizione dell'individuo del tutto naturale, in quanto espressione del proprio codice genetico. Rael, fondatore e leader del Movimento Raeliano Internazionale, lo afferma da oltre 35 anni e le sue parole trovano oggi conferma nelle più recenti scoperte scientifiche e nell'accurata osservazione dei comportamenti animali, in cui sono spesso riconoscibili chiare tendenze omosessuali.

"La sola cosa innaturale e inaccettabile è la volontà da parte di alcuni di voler imporre la propria sessualità", conclude Madeddu. "L'unica soluzione per impedire che questa istituzione continui a fomentare la discriminazione attraverso i suoi discorsi omofobici è l'apostasia. Rivolgo personalmente un'appello alla numerosa comunità omosessuale italiana affinchè si scrolli di dosso ogni timore e decida di compiere un gesto clamoroso ma finalmente coerente, abbandonando in massa la Chiesa cattolica e indebolendo la sua autorità presso le istituzioni. Non vi è altra scelta se essa vuole uscire dal ghetto in cui è stata relegata".

Rael in persona sarebbe lieto di accogliere tutti gli omosessuali che abbandoneranno la Chiesa cattolica in seno al Movimento Raeliano, dove già migliaia di persone in tutto il mondo hanno trovato la felicità perchè libere di esprimere la propria diversità, anche e soprattutto la propria diversità sessuale.