Il Movimento Raeliano esprime il proprio sostegno a Beppino Englaro


10 feb, 2009
 Nessuno    Politica

“Desidero esprimere a nome di Rael – fondatore e leader del Movimento Raeliano Internazionale – e dei 70.000 membri in 104 Paesi al mondo, tutto il nostro sostegno al padre di Eluana, Beppino Englaro, che con tanto coraggio ha condotto la propria battaglia per il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali di ciascun individuo”, ha dichiarato oggi Marco Franceschini, responsabile nazionale del Movimento Raeliano, non appena appreso della morte di Eluana.


Beppino Englaro“Desidero esprimere a nome di Rael – fondatore e leader del Movimento Raeliano Internazionale – e dei 70.000 membri in 104 Paesi al mondo, tutto il nostro sostegno al padre di Eluana, Beppino Englaro, che con tanto coraggio ha condotto la propria battaglia per il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali di ciascun individuo”, ha dichiarato oggi Marco Franceschini, responsabile nazionale del Movimento Raeliano, non appena appreso della morte di Eluana.

In merito all'atteggiamento assunto in questa vicenda dal Governo italiano, che ha cercato di impedire ad ogni costo che venisse sospesa l'alimentazione e l'idratazione forzata di Eluana, il Movimento Raeliano denuncia la palese violazione dei diritti umani e civili ad opera di un Governo che fa scempio della volontà e del libero arbitrio dei suoi cittadini.

"Il nostro Governo si è comportato in maniera dispotica, degna dei peggiori regimi totalitari. L’arrogante atteggiamento del Presidente del Consiglio e dei suoi ministri, che erano pronti a modificare la Costituzione pur di raggiungere il loro fine – definito incostituzionale dallo stesso Presidente della Repubblica, la più alta carica istituzionale del nostro Paese - è un vergognoso attacco al sacro ed inviolabile diritto di ciascun essere umano di poter disporre liberamente della propria vita e del proprio corpo”, afferma Franceschini. “Eluana espresse chiaramente la sua volontà quando era ancora in vita, così come testimoniato dal padre durante questi lunghi 17 anni. Qualsiasi altra considerazione in merito è un insulto ed una violenza inaccettabile nei confronti di entrambi”.

Tutte le argomentazioni che i nostri politici hanno usato per giustificare il loro inaccettabile comportamento sono solo menzogne che servono a nascondere, agli occhi dell’opinione pubblica, l’estremo tentativo di un Governo genuflesso agli interessi vaticani d’imporre la propria ideologia giudeo-cristiana, che ci vuole tutti sottomessi ai voleri di un presunto Dio, unico proprietario delle nostre vite.

“In questo senso, è curioso vedere come questi fanatici della ‘vita ad ogni costo’ e le associazione cattoliche ‘pro-vita’ si siano battuti con tanto fervore per difendere lo stato vegetativo di Eluana, ma assecondino invece l’invio dei militari italiani in zone di guerre, esponendo migliaia di giovani vite umane - certamente desiderose di vivere - ad un elevato rischio di morte”, ha aggiunto Franceschini.

La filosofia raeliana riconosce ciascun essere umano come unico e solo responsabile della propria vita, di cui ognuno può evidentemente disporre nel modo che preferisce, nella misura in cui non nuoce ad alcuno. Questo principio basilare è valido anche e soprattutto per le situazioni in cui le attuali conoscenze scientifiche non permettono alla nostra società di lenire quelle sofferenze fisiche e psicologiche altrimenti insopportabili.

“Se il Governo fosse riuscito nel suo intento, sono sicuro che Beppino Englaro avrebbe fatto valere i propri diritti, rivolgendosi se necessario alle istituzioni internazionali affinché l’Italia fosse pubblicamente condannata per la sua politica liberticida”, conclude Franceschini. “Nel frattempo, invito tutti coloro che desiderano riappropriarsi della loro vita e porre fine alla malsana influenza clericale sulla nostra società a redigere il proprio atto di apostasia (www.apostasie.org), decidendo così di abbandonare e delegittimare una Chiesa dalla quale la maggioranza delle persone cosiddette ‘cattoliche’, ed in particolare le giovani generazioni, prende sempre più distanza”.